La protesta degli autotrasportatori si divide dopo il confronto con il ministro Matteo Salvini. Il governo annuncia lo sblocco di 480 milioni di euro per le imprese e promette nuove risorse contro il caro gasolio, ma in Campania i camionisti non si fermano: i presidi proseguiranno almeno fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo incontro con l’esecutivo.
Le ultime notizie: tantissimi presidi in Campania
Intanto, la mobilitazione provoca pesanti disagi alla viabilità. Dalle sette è stato chiuso temporaneamente, per i veicoli provenienti da Roma, il collegamento tra l’autostrada A1 e la A30 Caserta-Salerno. Si registrano tre chilometri di coda tra Caserta Nord e il bivio con la A30, in direzione Napoli, e altri due chilometri verso Roma. La Sicilia, invece, ha revocato il fermo, mentre in Puglia si annuncia un allentamento parziale dei blocchi.
Al centro della mobilitazione c’è l’aumento del prezzo del gasolio, che pesa soprattutto sulle piccole imprese di trasporto. Gli operatori chiedono aiuti immediati, rimborsi attesi da mesi e tariffe adeguate ai costi del carburante.
L’intesa prevede il pagamento dei crediti d’imposta arretrati, con fondi portati a 480 milioni di euro, altri 60 milioni per i consumi di settembre e ottobre e ulteriori interventi annunciati dal governo. Si tratta, però, in larga parte di risorse già previste e ora da rendere effettivamente disponibili. In Campania restano presidi a Nola, lungo l’A30, e nelle aree di Caserta, Caianello e Maddaloni-Marcianise, oltre ad altri punti della regione. I manifestanti chiedono garanzie concrete prima di interrompere la protesta. Il prossimo confronto del 27 ottobre sarà decisivo per capire se gli impegni del governo basteranno a riportare la mobilitazione alla normalità.
