Il campo largo del centrosinistra si conferma vincente nell’area metropolitana di Napoli. Le amministrative nei 26 comuni al voto segnano un’affermazione netta dell’asse Pd-Movimento 5 Stelle-civiche, soprattutto nei centri più grandi. È il cosiddetto “modello Napoli”, già sperimentato con il sindaco Manfredi e rilanciato ora anche sul piano regionale.
Il risultato più simbolico arriva da Afragola, il comune più popoloso chiamato alle urne: Gennaro Giustino conquista il municipio e interrompe la stagione del centrodestra dopo la fine anticipata dell’amministrazione Pannone. Successi larghi anche ad Arzano, con Giuseppe Vitagliano, e a San Giorgio a Cremano, dove Michele Carbone ottiene un consenso quasi plebiscitario.
Il vesuviano
Nel Vesuviano il centrosinistra consolida le sue roccaforti. A Portici vince Claudio Teodonno, candidato sostenuto dall’area progressista e vicino all’ex sindaco ed assessore regionale Enzo Cuomo. Una vittoria netta che conferma la continuità amministrativa della città. Successi anche a Ercolano, dove Antonietta Garzia conquista il Comune al primo turno, e a Mugnano con Pierluigi Schiattarella.
A Melito arriva uno dei segnali politici più forti: Dominique Pellecchia diventa sindaca dopo il commissariamento del Comune per infiltrazioni camorristiche. Insieme ad Antonietta Garzia porta a due il numero delle donne elette sindaco in questa tornata.
Restano aperte alcune sfide decisive: si andrà al ballottaggio a Casalnuovo, Somma Vesuviana, Frattamaggiore, Pompei, Sorrento e Ottaviano. Nei comuni più piccoli prevalgono invece liste civiche e leadership locali. Sul voto pesano però anche ombre e tensioni, tra denunce per presunte irregolarità e sospetti di compravendita di voti. Il dato politico, però, appare chiaro: il centrosinistra cresce nei territori, mentre il centrodestra paga divisioni e coalizioni frammentate.
