Il futuro del Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno preoccupa lavoratori e cittadini del litorale domizio. Dal 1° gennaio 2027, infatti, la struttura potrebbe interrompere le attività di emergenza-urgenza, lasciando un territorio particolarmente vasto senza un presidio sanitario fondamentale.
A denunciare la situazione è la FP CGIL Campania, che esprime forte preoccupazione per le conseguenze dell’eventuale chiusura. Il Pronto Soccorso registra circa 70mila accessi all’anno, un volume di prestazioni che testimonia l’importanza della struttura per l’assistenza sanitaria locale.
Secondo il sindacato, la sospensione del servizio rischierebbe di sovraccaricare ulteriormente gli ospedali pubblici limitrofi, già sottoposti a notevoli pressioni.
La CGIL: «Non si scarichi la crisi sui lavoratori»
Al centro della vertenza ci sono anche gli oltre 850 dipendenti, tra medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale tecnico.
La FP CGIL contesta l’ipotesi che le difficoltà economiche della struttura possano tradursi in licenziamenti, cassa integrazione o riduzioni salariali.
Il sindacato richiama inoltre il contenzioso relativo alle prestazioni sanitarie erogate oltre i tetti di spesa regionali, quantificato dalla proprietà in circa 39 milioni di euro. Una controversia che, secondo l’organizzazione sindacale, non può giustificare l’interruzione di servizi essenziali.
Chiesto un tavolo urgente alla Regione Campania
La FP CGIL Campania sollecita l’intervento della Regione attraverso la convocazione immediata di un tavolo di crisi con la proprietà e le parti sociali.
Tra le richieste figurano la revisione dei criteri di finanziamento dei servizi di emergenza-urgenza e, qualora necessario, la valutazione di forme di gestione o controllo pubblico per garantirne la continuità.
Il sindacato annuncia la disponibilità alla mobilitazione per difendere occupazione e assistenza sanitaria, ribadendo il proprio messaggio: «La salute non si chiude, il lavoro non si tocca».
